Come ridurre la schiuma persistente nei chiarificatori o nei processi industriali
- acqueechimici

- 29 mag
- Tempo di lettura: 9 min
Aggiornamento: 13 giu
Una guida pratica per migliorare chiarificazione, ricircolo dell’acqua e prestazioni della filtropressa
La schiuma in un impianto di lavaggio inerti può sembrare, a prima vista, un problema limitato alla superficie delle vasche. In realtà, quando diventa persistente e si carica di particelle fini, può influenzare diverse fasi del processo: chiarificazione, ricircolo dell’acqua, disidratazione dei fanghi e gestione operativa quotidiana.
In un impianto che tratta inerti provenienti dallo scavo di galleria, Acque & Chimici ha affrontato un caso in cui la schiuma non era più soltanto un fenomeno visibile. La schiuma, carica di sabbia fine, tracimava dai chiarificatori, rientrava nel circuito dell’acqua di lavaggio e contribuiva al cattivo distacco delle torte in filtropressa.
L’introduzione di un trattamento mirato con antischiuma ha permesso di ridurre il fenomeno, migliorare la qualità del ricircolo e rendere più regolare la gestione della filtropressa.
In breve
Contesto tipico: impianto di lavaggio e trattamento acque con chiarificatori, ricircolo e filtropressa
Rischi principali: tracimazione della schiuma, peggioramento della qualità dell’acqua di ricircolo, trascinamento di sabbia fine, cattivo distacco delle torte, aumento degli interventi manuali
Approccio: analisi del circuito, scelta di un antischiuma specifico, applicazione mirata, ottimizzazione del dosaggio e follow-up tecnico
Trattamento applicato: antischiuma selezionato in funzione del circuito e delle condizioni operative
Obiettivo: ridurre la schiuma, stabilizzare il processo e migliorare la gestione della filtropressa
1. Il problema
Nel lavaggio inerti, l’acqua svolge un ruolo centrale: consente il lavaggio del materiale, il trasporto delle frazioni fini e il ricircolo del fluido all’interno dell’impianto.
Quando nel circuito restano presenti particelle fini molto leggere e stabili in sospensione, possono crearsi condizioni favorevoli alla formazione di una schiuma persistente. Se questa schiuma rimane confinata e occasionale, può essere gestita come una criticità minore. Quando però tracima dai chiarificatori e rientra nel circuito dell’acqua di lavaggio, il problema si propaga.
Nel caso analizzato, la schiuma era carica di sabbia fine. Tracimando dai chiarificatori, rientrava nel ricircolo e peggiorava la qualità dell’acqua utilizzata nel processo. La criticità non restava quindi limitata alla superficie delle vasche, ma influenzava anche le fasi successive dell’impianto.
Uno degli effetti più evidenti riguardava la filtropressa: prima del trattamento, circa il 70-80% delle torte rimaneva attaccato alle tele e richiedeva interventi manuali per essere rimosso. In pratica, due operatori dovevano intervenire manualmente per far scendere le torte e lavare le tele con acqua.
Questo mostra come una schiuma non controllata possa diventare molto più di un semplice problema visivo: può trasformarsi in una criticità operativa quotidiana.
2. I segnali da osservare
Un problema di schiuma nel lavaggio inerti può essere riconosciuto attraverso diversi segnali pratici.
Tra i più comuni:
presenza di schiuma persistente nei bacini o nei pozzetti di processo;
schiuma visibile in sommità su vasche o apparecchiature;
tracimazione della schiuma dai chiarificatori;
schiuma carica di sabbia fine o di particelle sospese;
peggioramento della qualità dell’acqua di ricircolo;
aumento delle particelle fini nel circuito di lavaggio;
chiarificazione meno stabile;
cattivo distacco delle torte in filtropressa;
necessità di interventi manuali per far cadere le torte;
lavaggi più frequenti delle tele;
maggiore carico operativo per gli addetti.
Questi segnali indicano che la schiuma non è soltanto un problema estetico. Quando trascina fini e rientra nel circuito, può influenzare la qualità dell’acqua, la stabilità del processo e la gestione della disidratazione.
3. Le cause più probabili
La formazione di schiuma nel lavaggio inerti può dipendere da più fattori che agiscono insieme.
Una prima causa è la presenza di particelle fini molto leggere e difficili da separare. Queste particelle possono rimanere in sospensione nell’acqua e contribuire alla stabilità della schiuma.
Una seconda causa è la movimentazione continua dell’acqua. Lavaggio, pompaggio, ricircolo, cadute, turbolenze e passaggi attraverso vasche o apparecchiature possono introdurre aria nel sistema e favorire la formazione di bolle.
Una terza causa può essere legata alla natura del materiale trattato e agli eventuali residui presenti. Nel caso di materiali provenienti da scavi di galleria, la gestione dell’acqua di lavaggio può essere particolarmente delicata perché il materiale deve essere lavato, classificato e valorizzato, mantenendo allo stesso tempo stabile il circuito idrico.
Quando questi fattori si combinano, la schiuma può diventare persistente, trascinare fini e interferire con chiarificazione e disidratazione.
Per questo motivo, prima di scegliere un trattamento, è importante capire non solo dove si vede la schiuma, ma anche quali effetti produce sul resto dell’impianto.
4. Il nostro approccio
Ogni impianto ha caratteristiche specifiche. Per questo motivo, Acque & Chimici non propone un trattamento standard, ma parte dall’analisi della situazione reale: condizioni operative, dati disponibili, caratteristiche dell’acqua o del fango, punti critici del processo e obiettivo del trattamento.
Nel caso del lavaggio inerti, l’intervento non è stato impostato come una semplice aggiunta di prodotto, ma come un programma mirato di stabilizzazione del processo.
L’approccio può essere riassunto in alcune fasi operative.
Analisi del circuito
La prima fase consiste nel comprendere come l’acqua si muove all’interno dell’impianto.
Si valutano:
portata complessiva dell’acqua di lavaggio;
linee di processo coinvolte;
punti di chiarificazione;
circuito di ricircolo;
presenza di fini nell’acqua;
collegamento tra chiarificazione e disidratazione;
punti in cui la schiuma si forma o tracima.
Nel caso specifico, l’impianto gestiva circa 350 m³/h di acqua di lavaggio su due linee di processo. Una portata di questo tipo rende evidente come anche una criticità apparentemente localizzata possa avere un impatto sull’intero circuito.
Osservazione della schiuma
La seconda fase consiste nel osservare la schiuma nel suo comportamento reale.
Non basta verificare se la schiuma è presente. È importante capire:
se è stabile o temporanea;
se è carica di sabbia fine;
se rimane nei bacini o tracima;
se rientra nel ricircolo;
se peggiora in alcune fasi del processo;
se è collegata al comportamento della filtropressa.
Nel caso analizzato, la schiuma era persistente e carica di fini. La sua tracimazione dai chiarificatori contribuiva al peggioramento della qualità del ricircolo.
Valutazione degli effetti a valle
Una schiuma persistente può influenzare anche fasi che, a prima vista, sembrano lontane dal punto in cui si forma.
Per questo è importante valutare non solo il chiarificatore, ma anche il comportamento del circuito a valle.
Nel caso applicativo, uno degli effetti più rilevanti era il cattivo distacco delle torte in filtropressa. La fase di disidratazione lavorava con cicli continui di circa 40 minuti e produceva circa 5 m³ di fango per ciclo di pressata. In queste condizioni, ogni problema di distacco diventava rapidamente un carico operativo importante.
Scelta del trattamento e follow-up
Dopo l’analisi del processo, è stato selezionato un antischiuma specifico per il circuito e applicato nel punto più idoneo.
Quando necessario, il percorso può includere sopralluogo, campionamento, test pratici in impianto, scelta del prodotto più adatto, definizione del dosaggio e monitoraggio dei risultati.
L’obiettivo è individuare una soluzione efficace, stabile e sostenibile dal punto di vista operativo.
5. Il prodotto o trattamento applicato
Gli antischiuma sono prodotti formulati per ridurre o ostacolare la formazione di schiuma. Possono essere utilizzati in diversi contesti del trattamento acque, ma devono essere scelti in funzione dell’applicazione specifica.
Nel lavaggio inerti, l’antischiuma deve essere valutato non solo per la capacità di abbattere la schiuma visibile, ma anche per la sua capacità di contribuire a un circuito più stabile.
In questa applicazione, il trattamento aveva tre obiettivi principali:
ridurre la schiuma persistente;
limitare il rientro di schiuma e fini nel ricircolo;
supportare il corretto distacco delle torte in filtropressa.
Questa impostazione è importante perché collega il prodotto al risultato operativo. Il punto non è semplicemente utilizzare un antischiuma, ma applicarlo come parte di una strategia di gestione del processo.
Dal punto di vista del cliente, la proposta di valore è chiara: la fornitura del prodotto è solo una parte dell’offerta. Assistenza tecnica, ottimizzazione del dosaggio e follow-up sul processo sono gli elementi che trasformano la chimica in un risultato operativo misurabile.
6. Come impostiamo il dosaggio
L’impostazione del dosaggio è una delle fasi più importanti del trattamento.
Un dosaggio troppo basso può non essere sufficiente a controllare la schiuma. Un dosaggio eccessivo, invece, può aumentare inutilmente i costi e non sempre porta a un miglioramento proporzionale del processo.
Per questo motivo, il dosaggio viene impostato in modo progressivo, osservando la risposta reale dell’impianto.
Nel caso specifico, il dosaggio utilizzato era di circa 3 L/h.
Questo valore deve essere letto come dato relativo all’applicazione specifica, non come dosaggio standard. Ogni impianto richiede una valutazione dedicata, perché il dosaggio dipende dalla portata, dalla qualità dell’acqua, dalla quantità di fini, dal punto di applicazione e dalla risposta reale del processo.
In generale, la definizione del dosaggio dovrebbe considerare:
portata dell’acqua di lavaggio;
quantità di fini presenti nel circuito;
intensità e persistenza della schiuma;
punto di applicazione;
qualità dell’acqua di ricircolo;
comportamento della filtropressa;
frequenza degli interventi manuali;
consumo complessivo di prodotto.
L’obiettivo è trovare un equilibrio: abbastanza prodotto per controllare la schiuma e migliorare la stabilità del processo, evitando sovradosaggi e sprechi.
7. Cosa monitorare
Per valutare correttamente l’efficacia del trattamento, è importante osservare sia i parametri analitici sia il comportamento reale dell’impianto. I dati di laboratorio e le osservazioni operative devono essere letti insieme, perché spesso il risultato migliore nasce dalla combinazione tra misura, esperienza e verifica sul campo.
Nel caso del lavaggio inerti, gli elementi da monitorare includono:
quantità di schiuma presente;
stabilità della schiuma;
presenza di sabbia fine nella schiuma;
eventuale tracimazione dai chiarificatori;
qualità dell’acqua di ricircolo;
presenza di particelle fini nel circuito;
comportamento della chiarificazione;
funzionamento della filtropressa;
percentuale di torte che si staccano correttamente;
necessità di interventi manuali;
frequenza di lavaggio delle tele;
consumo di antischiuma;
variazioni della portata;
continuità operativa dell’impianto.
Nel caso analizzato, il confronto prima/dopo ha mostrato un miglioramento evidente: la schiuma nei chiarificatori è diventata più contenuta e gestibile, il ricircolo è risultato più pulito e le torte hanno iniziato a staccarsi correttamente.
8. Errori da evitare
In molti casi, il problema non dipende solo dal prodotto utilizzato, ma dal modo in cui viene scelto, dosato e monitorato. Per questo è importante evitare interventi generici o basati solo sull’urgenza del momento. Un trattamento efficace deve partire dalla causa del problema e non soltanto dal sintomo visibile.
Trattare solo la schiuma visibile
La schiuma è il sintomo più evidente, ma non sempre rappresenta tutto il problema. Se trascina fini e rientra nel ricircolo, può influenzare anche chiarificazione e disidratazione.
Usare un prodotto non adatto al circuito
Non tutti gli antischiuma sono adatti a ogni tipo di acqua o processo. Il prodotto deve essere scelto in base alle condizioni reali dell’impianto.
Scegliere il punto di dosaggio senza verifiche
Il punto di applicazione è fondamentale. Un prodotto corretto, dosato nel punto sbagliato, può dare risultati inferiori alle aspettative.
Valutare il risultato solo sulla superficie delle vasche
È importante osservare anche cosa succede a valle: qualità del ricircolo, comportamento dei fini, filtropressa, interventi manuali e stabilità del processo.
Considerare il dosaggio come fisso e universale
Il dosaggio deve essere regolato in base alla portata, al carico di fini e alla risposta dell’impianto. Un valore efficace in un sito non può essere copiato automaticamente in un altro.
Ignorare il carico operativo degli addetti
Quando la schiuma causa interventi manuali continui, il problema non è più solo tecnico: diventa anche un tema di efficienza, sicurezza e gestione quotidiana.
9. Risultato atteso
Quando il trattamento è impostato correttamente, i benefici possono essere significativi.
Nel caso applicativo, dopo l’introduzione dell’antischiuma, l’impianto ha mostrato un miglioramento concreto in più aree.
Schiuma più contenuta
La schiuma nei chiarificatori si è ridotta in modo evidente, diventando più gestibile.
Ricircolo più pulito
Riducendo il rientro di schiuma carica di fini, il circuito dell’acqua di lavaggio è risultato più stabile e più facile da gestire.
Migliore comportamento della filtropressa
Prima del trattamento, circa il 70-80% delle torte rimaneva attaccato. Dopo l’applicazione mirata dell’antischiuma, le torte hanno iniziato a staccarsi correttamente.
Meno interventi manuali
La gestione operativa è diventata più regolare, riducendo la necessità di interventi diretti per il distacco delle torte e il lavaggio delle tele.
Processo più stabile
Il trattamento ha contribuito a migliorare il controllo del processo, non solo a ridurre la schiuma visibile.
In sintesi, l’antischiuma non si è limitato a contenere un fenomeno superficiale. Ha contribuito a migliorare la qualità del ricircolo, favorire il corretto distacco delle torte in filtropressa e rendere l’impianto più regolare e gestibile.
È consigliabile richiedere una valutazione tecnica quando il problema è ricorrente, quando i risultati del trattamento non sono stabili o quando l’impianto richiede continue regolazioni senza una causa chiara.
Nel caso specifico della schiuma nel lavaggio inerti, è opportuno chiedere supporto quando:
la schiuma è persistente;
la schiuma è carica di fini o materiali sospesi;
si verificano tracimazioni dai chiarificatori;
la qualità del ricircolo peggiora;
la filtropressa non lavora in modo regolare;
le torte rimangono attaccate alle tele;
sono necessari interventi manuali frequenti;
il prodotto utilizzato non dà risultati stabili;
il dosaggio cresce senza un reale controllo del problema;
si vuole passare da una gestione emergenziale a una gestione più stabile.
In questi casi, Acque & Chimici può supportare il gestore con sopralluogo, analisi dei dati disponibili, campionamento, test pratici, scelta del prodotto, definizione del dosaggio e monitoraggio dei risultati.
L’obiettivo non è semplicemente fornire un prodotto, ma aiutare il gestore a individuare la soluzione più adatta alle condizioni reali dell’impianto.
Conclusione
Un trattamento efficace nasce sempre da una corretta comprensione del problema. Prima di scegliere un prodotto o modificare un dosaggio, è importante valutare le condizioni operative, identificare le cause principali e verificare i risultati con dati misurabili.
La schiuma persistente nel lavaggio inerti non è sempre un problema isolato. Quando è carica di fini e rientra nel circuito dell’acqua di lavaggio, può compromettere la chiarificazione, peggiorare il ricircolo, complicare la disidratazione e aumentare il carico operativo degli addetti.
Il caso descritto mostra come un trattamento antischiuma mirato possa generare valore ben oltre la semplice riduzione della schiuma visibile. Con il prodotto corretto, applicato nel punto giusto e seguito da ottimizzazione tecnica, è possibile migliorare la stabilità del processo e rendere l’impianto più regolare e gestibile.
Acque & Chimici affianca i gestori degli impianti in questo percorso, combinando esperienza applicativa, test pratici e supporto tecnico per individuare soluzioni adatte alle esigenze specifiche di ogni impianto.

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