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Come prevenire odori e H₂S in una rete fognaria

  • Immagine del redattore: acqueechimici
    acqueechimici
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 7 min

Una guida pratica per riconoscere il problema, intervenire in modo preventivo e proteggere impianti, operatori e infrastrutture


Gli odori molesti in una rete fognaria non sono soltanto un disagio per il territorio. In molti casi rappresentano il segnale di un problema più profondo: la formazione di idrogeno solforato, comunemente indicato come H₂S.

L’H₂S può generare impatti significativi su più livelli: disturbo odorigeno, corrosione delle infrastrutture, rischio per la sicurezza degli operatori e maggiore instabilità gestionale dell’impianto. Per questo motivo, quando il fenomeno compare in modo ricorrente, è importante affrontarlo con un approccio tecnico strutturato, basato su diagnosi, monitoraggio, test di dosaggio e ottimizzazione continua.

Questa guida spiega come Acque & Chimici affronta il problema in modo pratico: partendo dai segnali osservabili in rete, individuando le condizioni che favoriscono la formazione di H₂S e impostando un trattamento preventivo mirato.

 

In breve

Contesto tipico: reflui civili e industriali, lunghi tempi di permanenza, carichi organici elevati, temperature favorevoli, condizioni anaerobicheRischi principali: odori, corrosione, tossicità, sicurezza del personale, degrado delle infrastrutture

Approccio: monitoraggio iniziale, dosaggio controllato, fase di test, ottimizzazione e monitoraggio continuo

Trattamento applicato: soluzione a base di sali di nitrato / nitrato di calcio

Obiettivo: prevenire la formazione di H₂S prima che il problema diventi critico

 

1. Il problema: quando la rete fognaria inizia a produrre odori

In una rete fognaria, la presenza di odori persistenti può essere legata alla formazione di H₂S. Il fenomeno si manifesta spesso in modo variabile: in alcune fasce orarie o condizioni operative i valori possono rimanere contenuti, mentre in altri momenti si possono verificare picchi improvvisi e difficili da controllare.

Il problema tende a diventare più evidente quando i reflui restano a lungo nella rete, quando il carico organico è elevato o quando le condizioni ambientali favoriscono processi biologici anaerobici. In queste situazioni, l’intervento non dovrebbe limitarsi a coprire l’odore, ma dovrebbe puntare a prevenire la formazione del gas alla radice.

Nel caso di un depuratore consortile svizzero, il problema era particolarmente critico: la rete presentava concentrazioni di H₂S instabili, con picchi fino a 278 ppm e valori medi superiori a 100 ppm.

 

2. I segnali da osservare

Un problema di H₂S può essere riconosciuto attraverso diversi segnali pratici.

Tra i più comuni:

  • odore caratteristico di “uova marce” in pozzetti, stazioni di sollevamento o punti critici della rete;

  • lamentele da parte della popolazione o di attività vicine;

  • corrosione accelerata di calcestruzzo, metalli o componenti impiantistiche;

  • presenza di atmosfere potenzialmente pericolose in ambienti confinati;

  • valori di H₂S molto variabili nel tempo;

  • difficoltà a gestire il problema con interventi occasionali o non preventivi.

Questi segnali non devono essere considerati solo come un fastidio. Possono indicare una condizione biologica e chimica che, se non controllata, può danneggiare nel tempo la rete e aumentare i rischi operativi.

 

3. Perché si forma l’H₂S

La formazione di H₂S è legata all’evoluzione biologica dei reflui all’interno della rete.

In condizioni normali, quando sono disponibili ossigeno o nitrati, la degradazione della sostanza organica avviene attraverso processi che non generano odori significativi. Tuttavia, quando l’ossigeno si esaurisce e non sono più disponibili nitrati, possono attivarsi i batteri solfato-riduttori.

Questi microrganismi utilizzano i solfati presenti nel refluo, trasformandoli in solfuri. Una parte dei solfuri può poi svilupparsi sotto forma di idrogeno solforato gassoso, cioè H₂S.

Il rischio aumenta soprattutto in presenza di:

  • carichi organici elevati, espressi ad esempio come COD o BOD;

  • lunghi tempi di permanenza in rete;

  • temperature favorevoli all’attività biologica;

  • condizioni anaerobiche;

  • tratti della rete con scarso ricambio o scarsa ventilazione;

  • bacini o collettori dove il refluo rimane fermo o rallentato.

In ambiente caldo e umido, l’H₂S può inoltre trasformarsi in acido solforico, contribuendo alla corrosione di cemento, acciaio, rame e altri materiali presenti nelle infrastrutture.

 

4. Perché intervenire in modo preventivo

Un errore frequente è intervenire solo quando l’odore è già percepibile. In realtà, quando l’H₂S è già presente in concentrazioni elevate, il sistema può essere più difficile da riportare sotto controllo.

L’approccio più efficace è preventivo: creare in rete condizioni biologiche sfavorevoli alla formazione di H₂S.

Per questo, in molte applicazioni si utilizzano soluzioni a base di sali di nitrato, che aiutano a favorire l’attività dei batteri denitrificanti e a limitare l’attività dei batteri solfato-riduttori. In questo modo si interviene prima che l’H₂S venga prodotto in quantità critica.

Acque & Chimici propone prodotti per il controllo degli odori a base di sali di nitrato, indicati per prevenire odori, corrosione delle tubature e problematiche legate alla presenza di idrogeno solforato.

 

5. Il nostro approccio operativo

Ogni rete fognaria ha caratteristiche specifiche. Per questo motivo, il trattamento non dovrebbe essere impostato con un dosaggio generico, ma attraverso una valutazione progressiva.

L’approccio seguito da Acque & Chimici può essere strutturato in quattro fasi.

a. Analisi iniziale del problema

La prima fase consiste nel comprendere dove e quando si forma l’H₂S.

Si valutano:

  • punti critici della rete;

  • tempi di permanenza del refluo;

  • andamento delle portate;

  • temperatura;

  • carico organico;

  • presenza di tratti anaerobici;

  • eventuali segnalazioni di odore;

  • condizioni di sicurezza per il personale.

Quando necessario, si installano strumenti per la misura continua dell’H₂S nei punti più rappresentativi della rete.


b. Monitoraggio dei valori reali

Il monitoraggio è fondamentale perché l’H₂S può variare molto durante la giornata o in funzione delle condizioni operative.

Misurazioni puntuali e occasionali possono non essere sufficienti. Una misura continua consente invece di individuare picchi, fasce orarie critiche, correlazioni con portata e temperatura, e l’effetto reale del trattamento.

Nel caso applicativo già realizzato, sono state installate sonde per la misura continua dell’H₂S nei punti critici della rete.


c. Test di dosaggio controllato

Dopo il monitoraggio iniziale, si avvia una fase di test con dosaggio progressivo del prodotto.

Lo scopo non è semplicemente “aggiungere prodotto”, ma capire quale dosaggio produce un effetto stabile e misurabile. Il dosaggio viene quindi regolato gradualmente, osservando la risposta della rete.

Nel caso studiato, il dosaggio nel bacino di ingresso è stato aumentato progressivamente: con 3–4 l/h si è osservata una riduzione dell’H₂S di circa il 50%, mentre con 6–8 l/h la riduzione è arrivata a circa l’80%.

Questi valori sono riferiti al caso specifico e non devono essere interpretati come dosaggi standard. In ogni impianto il dosaggio deve essere definito in funzione delle condizioni reali.


d. Ottimizzazione e controllo continuo

Una volta verificata l’efficacia del trattamento, si passa alla fase di ottimizzazione.

Il dosaggio viene correlato ai parametri più importanti, come:

  • portata;

  • temperatura;

  • concentrazione di H₂S;

  • COD;

  • andamento giornaliero del refluo;

  • risposta della rete al trattamento.

L’obiettivo è trovare il punto di equilibrio: abbastanza prodotto per prevenire la formazione di H₂S, evitando sprechi e mantenendo il processo stabile.

Nel caso applicativo, la fase di ottimizzazione ha portato a individuare un setpoint efficace di circa 3–3,5 l/h, con controllo continuo e monitoraggio da remoto.

 

6. Cosa monitorare durante il trattamento

Per valutare correttamente l’efficacia del trattamento, è utile monitorare sia parametri strumentali sia osservazioni operative.

I principali parametri sono:

  • concentrazione di H₂S;

  • portata;

  • temperatura;

  • COD/BOD;

  • pH;

  • presenza di nitrati;

  • tempi di permanenza;

  • variazioni giornaliere o stagionali;

  • segnalazioni di odore;

  • condizioni dei manufatti e delle tubazioni.

Il monitoraggio permette di capire se il trattamento sta agendo in modo stabile o se sono necessarie correzioni.

Acque & Chimici offre servizi di analisi dei dati impianto e monitoraggio di parametri come azoto ammoniacale, nitriti, nitrati, COD, fosforo totale, pH e alcalinità, oltre a test pratici per individuare prodotto e dosaggio più adatti.

 

7. Errori da evitare

Nella gestione degli odori e dell’H₂S, alcuni errori possono ridurre l’efficacia del trattamento.

Intervenire solo quando l’odore è già presente

Se il trattamento parte troppo tardi, l’H₂S può essere già formato. È preferibile agire in modo preventivo, prima che il fenomeno diventi evidente e instabile.

Basarsi su un dosaggio fisso non verificato

Ogni rete ha condizioni diverse. Un dosaggio efficace in un impianto può essere insufficiente o eccessivo in un altro.

Misurare solo occasionalmente

L’H₂S può avere picchi improvvisi. Senza monitoraggio continuo o frequente, il problema può essere sottovalutato.

Non considerare temperatura e tempi di permanenza

Il fenomeno può peggiorare in alcune stagioni o in tratti della rete dove il refluo rimane più a lungo.

Trattare l’odore senza capire la causa

Mascherare l’odore non significa risolvere il problema. La strategia più efficace è intervenire sulle condizioni che portano alla formazione di H₂S.

 

8. Risultati attesi

Quando il trattamento è impostato correttamente, i benefici possono essere significativi.

Nel caso applicativo realizzato, durante i test è stata registrata una riduzione dell’H₂S fino all’80%, con stabilizzazione dei valori medi intorno a 5 ppm. Gli eventi di picco sono stati eliminati e il sistema è stato gestito tramite monitoraggio continuo e automatizzato. Al termine della fase di prova, i risultati hanno portato all’installazione di un sistema permanente.

I benefici principali possono essere riassunti in quattro aree.

Miglioramento ambientale

La riduzione dell’H₂S consente di limitare gli odori molesti e migliorare l’accettabilità dell’impianto sul territorio.

Protezione delle infrastrutture

Riducendo la formazione di H₂S e il rischio di corrosione da acido solforico, si contribuisce a proteggere tubazioni, pozzetti, manufatti e componenti impiantistiche.

Sicurezza operativa

La diminuzione dell’esposizione a gas tossici migliora le condizioni di sicurezza per il personale, soprattutto in prossimità di ambienti confinati o punti critici della rete.

Efficienza gestionale

Un sistema monitorato e ottimizzato permette di controllare meglio il processo, ridurre gli sprechi di prodotto e intervenire in modo più tempestivo in caso di variazioni operative.

 

È consigliabile richiedere una valutazione tecnica quando:

  • gli odori sono ricorrenti;

  • si registrano valori elevati o instabili di H₂S;

  • sono presenti fenomeni di corrosione;

  • ci sono lamentele dal territorio;

  • il problema peggiora in determinati periodi dell’anno;

  • la rete presenta lunghi tempi di permanenza;

  • i trattamenti già provati non hanno dato risultati stabili;

  • si vuole passare da una gestione emergenziale a una gestione preventiva.

In questi casi, Acque & Chimici può supportare il gestore con sopralluogo, analisi del problema, monitoraggio, scelta del prodotto, test di dosaggio e ottimizzazione del trattamento.

 

Conclusione

La prevenzione dell’H₂S in una rete fognaria richiede un approccio pratico e misurabile.

Non basta intervenire sull’odore quando il problema è già evidente. È necessario capire perché l’H₂S si forma, individuare i punti critici della rete, monitorare i valori reali e impostare un dosaggio adatto alle condizioni operative.

Un trattamento preventivo a base di sali di nitrato, se correttamente applicato e monitorato, può ridurre in modo significativo la formazione di H₂S, migliorare la sicurezza, proteggere le infrastrutture e rendere la gestione della rete più stabile ed efficiente.

Acque & Chimici affianca i gestori degli impianti nella scelta del trattamento più adatto, dalla valutazione iniziale fino all’ottimizzazione del dosaggio e al monitoraggio dei risultati.

 
 
 

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